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La statistica e la neutralità della rete di Angelo Montani

Un paio di settimane fa’ ho letto un interessante articolo sulla neutralità della rete redatto dal Dr. De Biase che mi ha suscitato diverse riflessioni.
Sono un ricercatore dell’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) che da diversi anni si occupa della rilevazione statistica sulle imprese di telecomunicazioni (telefonia fissa, mobile e Internet Service Provider). In un paese in cui quote via via sempre più ampie del Prodotto Interno Lordo sono attribuibili all’economia dell’informazione, si accresce sempre di più la domanda di statistiche affidabili e pertinenti. La crescita dei bisogni informativi si scontra però con dei problemi completamente nuovi rispetto alla misurazione dei fenomeni economici di natura più tradizionale come ad esempio la misurazione di quanti manufatti o quante derrate agricole vengono prodotte nel nostro paese. Così ad esempio nelle statistiche sulle tipologie di traffico telefonico della Rete Telefonica Generale Nazionale (RTGN) stiamo assistendo ad una riduzione dei volumi del traffico telefonico internazionale dovuti al passaggio dalla RTGN alle reti digitali xDSL tramite tecnologia VoIP (Voice over Internet Protocol). Tra dieci o venti anni lo sviluppo della rete Internet sarà tale per cui fenomeni come ad esempio le vendite o le tirature di un quotidiano oppure l’utilizzo della TV diventeranno sempre più difficili da misurare in maniera tradizionale. La misurazione di questi fenomeni tramite i tradizionali metodi di rilevazione in futuro fornirà un immagine sempre più parziale rispetto alla realtà. Le statistiche in un settore come quello della società dell’informazione rivestono quindi una importanza fondamentale sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale a cui è giusto trovare delle risposte. Così, ad esempio, si potrebbe pensare ad una rilevazione specifica sui gestori della rete al fine di misurare le diverse modalità di fruizione dei contenuti digitali (editoria elettronica, VoIP, TV su piattaforma IP, giochi, etc.). Il mercato italiano dei fornitori di connettività risulta al tempo stesso concentrato per la presenza di alcuni operatori con fatturati rilevanti e frammentato a causa dell’esistenza di centinaia di microimprese focalizzate sulla fornitura di una serie di servizi diversificati (creazione pagine web, piattaforme e-commerce, housing-hosting, etc.). I grandi gestori di rete non solo in alcuni casi controllano le imprese fornitrici di contenuti digitali ma spesso stipulano accordi commerciali con le stesse rendendo così “non neutrale” una eventuale rilevazione statistica sulle tipologie dei flussi di informazione trasmessi dai gestori. Inoltre l’eventuale rilevazione sui flussi digitali convogliati dai gestori potrebbe in qualche modo autorizzarli a violare la neutralità della rete andando ad identificare anche gli utenti della rete oltre che il loro utilizzo.
Si potrebbe quindi pensare ad una rilevazione statistica specifica sui produttori di contenuti digitali (editoria elettronica, TV su piattaforma IP, case discografiche, giochi on-line, etc.) per misurare quanta parte della loro produzione viene veicolata sulla rete Internet rispetto ai canali tradizionali. In questa sede non è utile soffermarsi sulle enormi difficoltà di individuare in maniera univoca le imprese fornitrici di contenuti digitali sulla base delle classificazioni statistiche esistenti e di poter sottoporre ad un unico questionario tipologie così diversificate di impresa. Oltretutto tali imprese potrebbero manifestare una tendenza a sovrastimare i loro volumi di vendita senza alcuna possibilità di verifica grazie all’immaterialità del prodotto da esse venduto in rete.
La tecnologia esistente ci potrebbe fornire la soluzione del problema. Vi sono infatti dei software che attraverso degli algoritmi statistici di analisi del segnale trasmesso su Internet sono in grado di individuare le diverse modalità di fruizione della rete. Il mantenimento della neutralità della rete e l’utilizzo ai soli fini statistici verrebbero garantiti da un operatore pubblico al di sopra delle parti tramite, ad esempio, una rilevazione campionaria sui Point Of Presence (POP) presenti sul territorio italiano. L’elaborazione dei dati così raccolti consentirebbe una analisi abbastanza approfondita dei differenti utilizzi che si possono fare di Internet sia per avere una immagine realistica del nostro paese on-line che per suggerire eventuali interventi di politica economica. Anche la statistica, così come molti altri aspetti della nostra vita, dovrà tener conto dei mutamenti introdotti dalla società dell’informazione.

Angelo Montani
Istat – Istituto Nazionale di Statistica
Le opinioni espresse in questo articolo sono personali e non coinvolgono in alcun modo la responsabilità dell’Istat

(Articolo pubblicato sull’inserto Nova 24 de “Il Sole 24 ore” l’8/3/2007)

Written by Dan

12/03/2007 a 12:28

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