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L’identikit dell’hacker del Duemila: "La criminalità al posto dell’etica"

Uno studio analizza il profilo di una figura difficile da catalogare
L’identikit dell’hacker del Duemila: “La criminalità al posto dell’etica”
“Ci sono ragazzini che per 5.000 euro attaccano il sito di un’azienda concorrente”

ROMA – Il fine ultimo è chiaro: definire le differenze tra hacker “puri” e hackers “criminali”. Fornire un quadro dettagliato di un mondo di cui spesso si sa poco e quel poco che si sa è tutt’altro che preciso. Per questo è nato il progetto Hpp-hacker’s profiling project. In pratica una delle più grandi ricerche sul mondo hacker fatta fino ad oggi. E’ partita con l’invio di un questionario (diffuso attraverso la realizzazione di un sito internet), a circa 600 hackers di tutto il mondo. Un questionario che, pur essendo solo il punto di partenza dello studio, offre però interessanti spunti di discussione. Ne parliamo con uno degli autori, Raoul Chiesa.

Chiesa è stato uno dei primi hacker italiani (fu anche arrestato per l’intrusione nel sistema informatico della Banca d’Italia) e attualmente gestisce una società di sicurezza informatica.

Articolo di MATTEO TONELLI

Written by Dan

25/01/2007 a 11:52

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